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 IL PASSATO DELLE RUOTE ARTIGLIATE! Successivo
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EnduroTeam
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MessaggioInviato: Mer Gen 28, 2009 9:39 pm Rispondi citandoTop

Lo staff di Enduroteam vi propone un articolo sul passato dell’enduro, così possiamo renderci conto di come sono cambiate le cose nell’arco degli anni.
Fateci sapere le vostre opinioni su quest’articolo!


LA REGOLARITA’.
Come vi abbiamo già detto in un altro articolo, quello che oggi chiamiamo ENDURO, è nato con il nome di REGOLARITA’ nei primi anni del XX secolo.
Con questo nome si voleva definire una prestazione per l’appunto regolare, in cui i piloti erano impegnati a compiere lunghi tratti fuoristrada mantenendo una media prestabilita.
Pian piano la specialità si evolse, e nuove norme furono aggiunte a quelle iniziali, fino a giungere al regolamento attuale che tutti conosciamo.
Vediamo alcuni degli aspetti caratteristici del regolamento primitivo:
- Sono gare di regolarità quelle che si svolgono su percorsi di vario tipo, aperti al traffico di circolazione, nel rispetto delle norme del codice della strada, con medie e tempi d’impiego prefissati.
A prima vista questa regola può essere travisata, immaginando la regolarità come una gara in cui il pilota, dovendo mantenere una media costante, e dovendo rispettare il codice della strada, non vive il fascino dell’impegno al massimo.
Ma è sufficiente leggere l’articolo numero due del regolamento, per vedere come la primitiva definizione sia stata corretta:
- Nei settori comprendenti tratti di fuoristrada, gli organizzatori devono evitare che in essi siano intervallati tratti di strada notoriamente di grande o medio traffico, al fine di evitare al conduttore un più o meno impegnativo recupero.

La gara si svolge generalmente su di un percorso la cui lunghezza varia dai 30 ai 100 km, da ripetersi senza interruzione, da un minimo di due ad un massimo di cinque volte.
Quindi una gara regolaristica, ha una lunghezza totale variante tra i 150 e i 500 km, ed è articolata in 2 giorni di competizione sia nel campionato nazionale che in quello europeo.
Le caratteristiche del percorso variano ovviamente secondo la conformazione topografica della zona interessata; possiamo trovare percorsi prevalentemente pianeggianti, collinari o di montagna.
Pur essendo molto diversi tra loro, questi percorsi hanno una caratteristica che li accomuna: le strade asfaltate sono pressoché inesistenti, si può passare da tratti pianeggianti a sottoboschi, sino ad arrivare alle più impervie mulattiere; banco di prova per tutti i piloti, in cui sono costretti a salire, scalinare, guadare torrenti e scendere scarpate dalla pendenza vertiginosa per dare prova del loro reale valore.
La regolarità diventa quindi una specialità massacrante, riservata a chi possiede doti come coraggio, resistenza, riflessi non comuni, uniti alla capacità di guida che si avvicinano a quelle dei piloti di cross e trial.
I regolaristi devono possedere un colpo d’occhio notevole, poiché, data la lunghezza del percorso, non è possibile ricordare a memoria tutte le sue caratteristiche e difficoltà. Ma bisogna decidere man mano che ci si trova un ostacolo davanti, rispetto al trial vi sono in più le difficoltà causate dalla maggiore velocità.
Ora vediamo come sono le modalità di svolgimento di una gara di regolarità.
Prima di tutto i concorrenti vengono divisi in categorie, secondo la cilindrata della loro moto; ecco la suddivisione:
GRUPPO A: motocicli fino a 50 cc
GRUPPO B: motocicli fino a 75 cc
GRUPPO C: motocicli fino a 100 cc
GRUPPO D: motocicli fino a 125 cc
GRUPPO E: motocicli fino a 175 cc
GRUPPO F: motocicli fino a 250 cc
GRUPPO G: motocicli oltre i 250 cc

Il percorso viene segnalato con frecce direzionali e viene diviso in due o tre settori che dovranno essere percorsi dai piloti in un tempo prestabilito.Questi tempi vengono determinati sulla base di 40 km/h: tenendo presente le caratteristiche tecniche dei percorsi si può intuire come sia difficile riuscire a mantenere sempre la media prestabilita.
Alle estremità dei settori sono istituiti dei controlli orari per verificare il tempo effettivamente impiegato dal pilota, mentre nei settori sono posti dei controlli timbro che testimoniano il passaggio.
Tutti questi dati vengono riportati su di una tabella assegnata ad ogni conduttore prima della partenza, al termine verrà restituita alla giuria.Su questa tabella compaiono anche gli orari teorici di passaggio e le località su cui si snoda il percorso.
Questa era la base delle gare di regolarità. Con il tempo nuove aggiunte e modifiche lo hanno reso più specifico ed articolato.

1)LA TABELLA “B”
E’ una tabella chiamata di “emergenza”, sempre indicata sulla tabella di marcia, tiene conto di una maggiorazione di cinque minuti sul tempo teorico esatto per ogni gruppo e per ogni controllo orario. Viene adottata quando le condizioni del tracciato e del tempo sono proibitive.

2)PROVE SPECIALI
Sono state istituite per determinare una classifica precisa, per eliminare i casi in cui più concorrenti ottengono lo stesso numero di penalizzazioni. Esse sono diventate sempre più importanti, poiché diversi piloti riescono a non subire alcuna penalizzazione ai controlli orari (C.O.) Ci sono diversi tipi di prove speciali, la classica è costituita da un tratto abbastanza impegnativo, con lunghezza compresa tra i tre e i sei km, limitato e chiuso al traffico, da percorrere nel minor tempo possibile. Altre sono d’accelerazione, generalmente sui duecento metri, prova fonometricae di velocità su circuito asfaltato.
Le penalizzazioni vengono assegnate nel seguente modo: ogni secondi impiegato nella gara di velocità vale un punto, mentre in quella d’accelerazione viene moltiplicato per dieci.

3)LE TOLLERANZE
Un concorrente non deve necessariamente arrivare al C.O. spaccando il secondo, ma ha a disposizione 3’e59” dopo l’orario teorico in cui non è soggetto a penalizzazioni. In questo caso le penalizzazioni sono di sessanta punti per ogni minuto o frazione di minuto d’anticipo. Se il pilota è in ritardo può cercare di recuperare lo svantaggio, o, come per l’anticipo’ accusare sessanta punti.
La classifica generale si ottiene sommando tutti questi elementi.Il concorrente che denuncia un minor numero di punti viene dichiarato vincitore e gli viene assegnata una cifra di valutazione pari a zero punti, agli altri concorrenti verranno assegnati i punti sottraendo il punteggio personale da quello del vincitore.

4)IL TEMPO MASSIMO
Il tempo massimo, scade mezz’ora dopo l’orario teorico di passaggio.

5)PUNZONATURA DEI MOTOCICLI
I motocicli devono essere conformi al codice della strada (per esempio impianto d’illuminazione ed acustico funzionante).Essi vengono “punzonati”con vernici e piombini, all’inizio della gara, in particolare vengono marcati: motore, telaio, sospensioni e mozzi. A gara conclusa i motocicli verranno portati al parco chiuso per la verifica.

.La moto da regolarità deve avere un motore e una parte ciclistica molto robusti, con un buon “tiro” ai bassi e medi regimi per il propulsore, e una buona maneggevolezza per il telaio.
In genere i motori sono monocilindrici a due tempi, hanno accensione elettronica e cambio a cinque o sei, a volte addirittura sette marce.
Nella regolarità il problema del peso è stato risolto con speciali materiali, si è poi dato particolare risalto alla sperimentazione di nuovi ammortizzatori posteriori.
Il regolarista deve prestare particolare attenzione all’acquisto del vestiario.Ovviamente è essenziale il casco, la mentoniera è consigliabile applicarla solo sui tracciati molto sassosi, così come le protezioni per il torace e le spalle, per non pregiudicare un minimo di comfort in queste gare, molto stancanti.
Per quanto riguarda i giacconi impermeabili, i completi Barbour, che erano sì impermeabili ma anche pesanti e untuosi, vengono man mano soppiantati dal pratico e leggero K-Way, e dalle giacche in nylon, rivestite e ben imbottite, a prova di diluvio.Quando il tempo è bello, è comunque utile una maglia a maniche lunghe, per proteggersi dai rami e dalle spine che abbondano lungo i percorsi.
Sempre raccomandata la fascia elastica per proteggere schiene e reni, così come i pantaloni in pelle.Esistono in commercio anche dei sovrapantaloni in nylon, che sono molto utili sotto l’acqua.
Gli stivali assomigliano a quelli da cross, a differenza della suola che è di tipo “carrarmato”, per consentire un’ottima presa su ogni tipo di terreno.
Concludono l’abbigliamento del regolarista, guanti e occhiali che saranno del tutto simili a quelli impiegati nel motocross.

Accenniamo anche alla più famosa gara regolaristica del mondo, istituita per la prima volta nel 1913: la “SIX DAYS”. Considerata da tutti l’Olimpiade della Regolarità è la meta che ogni appassionato si prefigge.Già il solo parteciparvi è motivo di grande soddisfazione.Vi partecipano squadre ufficiali in rappresentanza di ogni nazione, e ci sono classifiche sia per squadre che per classi.
Oltre a questa gara classica, la regolarità divide i suoi titoli in Campionato Europeo, che in genere comprende sei prove, e nei vari campionati e trofei nazionali.
Fine.
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